Erbacce Fest 


Erbacce Fest. Queste erbacce non sono poi così male
Maggio-giugno 2025, Prato

Un progetto di

    [ZSD]

    A cura diIlaria Moscardi, Valentina Amelia, Simone Cariota, Beatrice Pasquali, Viola Pierozzi, Saverio Osso
    EdizionePrima edizione,  
    Primavera 2025
    Con il contributo di
    Rete Si Può Fare,
    Cieli Aperti APS


    In collaborazione conCUT – Circuito Urbano Temporaneo,
    Materiale Project Room,
    Fondazione Italo Bolano,
    Casotto Atipico
    OspitiDaniel Borselli,
    Stefania Rinaldi,
    Irene Biancalani,
    Teogonia

    Social erbacce_fest




    Erbacce Fest è un piccolo festival di cultura visiva e pensiero ecologico fondato nel 2025, attivo tra Prato e Bologna.

    Nasce dalla necessità di voler discutere in maniera aperta, accessibile e locale tematiche ecologiche spesso percepite molto complesse e distanti dalla realtà quotidiana.
    La sua prima edizione ha preso in esame le erbe spontanee della città di Prato, esplorando 
    i suoi giardini pubblici e proponendo attività di riconoscimento, campionatura e discussione critica attorno al rapporto con gli spazi verdi. Attraverso la raccolta, la catalogazione e la produzione creativa, il festival ridefinisce il concetto di marginalità, trasformando ciò che è spesso trascurato in una risorsa culturale e sociale. 

    Strutturato in più appuntamenti, Erbacce attiva un dialogo critico e accessibile tra discipline, promuovendo un’etica ecologica e speculativa che interroga il rapporto tra natura, memoria e spazio urbano. Le erbacce diventano così un simbolo di resistenza culturale e di immaginazione collettiva, capaci di radicarsi e proliferare in nuove prospettive condivise. 


    Erbacce Fest―Queste erbacce non sono poi così male
    è un progetto culturale che intreccia pratiche artistiche, saperi intergenerazionali
    e partecipazione attiva per riscoprire e valorizzare le erbe spontanee del territorio.


    Questo piccolo festival valorizza le erbe spontanee attraverso contributi trasversali, che spaziano dall’indagine sulle pratiche artistiche e curatoriali contemporanee alle conoscenze botaniche, fino allo scambio di saperi con chi custodisce la memoria pratese. I racconti di chi ha vissuto il territorio diventano così semi preziosi, pronti ad attecchire nel presente e a nutrire un dialogo intergenerazionale che rinnova e rafforza l’identità collettiva.


    L’edizione 2025 aveva l’intento di dichiarare le sue origini
    e i suoi intenti.


    Per questo motivo i vari incontri ideati si proponenvano prima di tutto di inquadrare criticamente il legame tra arti visive e pensiero ecologico: Daniel Borselli e Stefania Rinaldi in Queste Erbacce non sono poi così male [per vivere] si sono confrontati attorno ad alcune pratiche artistiche ecologiche portate avanti nel corso degli ultimi decenni.

    Il successivo incontro – Queste Erbacce non sono poi così male [per creare] – guidato da Irene Biancalani ha quindi proposto una passeggiata di riconoscimento e campionatura delle erbe spontanee cittadine tipiche dei parchi di Prato: il lungobisenzio, tra argini incolti e aiuole appena sfalciate, ci ha accolto alla scoperta di tutte quelle erbacce bistrattate eppure così ricche di usi e proprietà.

    Le storie e le immagini scaturite dalla passeggiata sono confluite nella pubblicazione autoprodotta Erbacce Book, realizzata negli spazi di MATERIALE Project Room e presentata al pubblico nella giornata conclusiva del festival presso i Giardini Buonamici nella serata Queste Erbacce non sono poi così male [per fare festa].
    L’evento, in collaborazione con Casotto aTipico, si è concluso con la sessione live di Teogonia, gruppo di artisti e compositori che unisce ricerca sonora elettronica e pratiche visive tramite l’uso di tecnologie immersive.




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