Prospettive pluriversali e immaginazione.
Numero 1



AutriceIlaria Moscardi
Titolo pubblicazioneTattiche di esistenza e resistenza nella società della prestazione. Osservatorio di pratiche collettive dentro e oltre l’arte contemporanea.
Linea editorialeProspettive pluriversali e immaginazione
EdizioneNumero 1
Primavera 2026

Pagine171
Editore[ZSD edizioni]

Il progetto includeWow! Questo dipinto sembra una foto! 33+1 progetti che potresti guardare come opere d’arte.

Adam Greenfield 
Boschilla
Chiara Bettazzi 
Collettivo di Fabbrica 
Cooking Sections
Emergenze 
Foglia Tonda 
Forensic Architecture 
Genuino Clandestino 
Global Sumud Flotilla
Habitat 
Imani Jaqueline Brown 
Jonas Staal 
La Guarimba 
La Rivoluzione delle Seppie 
Luigi Coppola
Icchè Ci Vah Ci Vole 
March International 
Mondeggi Bene Comune 
Mosireen Collective
MUFI–Michigan Urban Farming Initiative 
Nan Goldin 
NEO–Nuove Esperienze Ospitali
Occupy Wall Street
Rete Italiana Villaggi Ecologici
Sale Docks 
Sara Leghissa
Superflex 
Tania Bruguera
Theaster Gates
Thomas Hirschhorn 
Tiziana Pers 
Ultima Generazione


Bibliografia essenzialeBourriaud, N., Estetica relazionale, Milano, Postmedia Books, 1998.

Brizioli, A. (a cura di),
In viaggio verso Utopia
, in “Lezioni di Anarchia”, V.3, Perugia, Emergenze Publishing, 2025.

Che Fare (a cura di), A cosa serve la cultura?, in “La Rivista”, n. 2, Autunno 2024.

De Giuli, M., Porcelluzzi, N., Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo), Roma, NERO, 2019.

Dockx, N., Gielen, P. (a cura di), Mobile Autonomy. Exercises in Artist’s Self-Organization, Amsterdam, Valiz Antennae, 2015.

Estremo, V., Teoria del lavoro reputazionale. Saggio sul capitalismo artistico, Trieste, Milieu Edizioni, 2020.

Foster, H., Il ritorno del reale. L’avanguardia alla fine del Novecento, Milano, Postmedia Books, 2006.

Han, Byung-Chul, La società della stanchezza, Milano, Nottetempo, 2020.

Kwon, M., Un luogo dopo l’altro. Arte site-specific e identità localizzativa, Milano, Postmedia Books, 2020.

Mirzoeff, N., Come vedere il mondo, Torino, Einaudi, 2017.

Norese, G. (a cura di),
Come spiegare a mia madre che ciò che faccio serve a qualcosa? Comunicazione, quotidianità, soggettività. Un convegno sulle nuove ricerche artistiche italiane.
Bologna, Link, 31 ottobre/2 novembre 1997, Milano, Edizioni Charta, 1998.

Obrist, H. U., A che cosa serve l’arte, Venezia, Marsilio Editori, 2023.

Osso, S., Prospettive pluriversali e immaginazione. Per una creatività non antropocentrica, n. 0, Borgo San Lorenzo, [ZSD] Edizioni, 2025.

Sossai, M. R., Vivere insieme. L’arte come azione educativa, Palermo, Torri del Vento Edizioni, 2017.

Note Il presente testo è la seconda uscita della linea editoriale Prospettive pluriversali e immaginazione, avviata con il numero fondativo Per una creatività non antropocentrica di Saverio Osso (Numero 0). 

La linea si caratterizza per essere un vero e proprio diario di ricerca
prima e terza persona si alternano per restituire anfratti teorici in un flusso narrativo-esperienziale, e anfratti esperienziali sulla scia di flussi teorici. 

I diari, ad uscita annuale, hanno lo scopo di tenere traccia del percorso di ricerca condotto dal collettivo aperto [ZSD]–Zona di Scambio Differenziante: un percorso che unisce letture fatte, brani ascoltati, incontri e conoscenze, collaborazioni, studio visit, mostre fatte e viste. 

Lungi dall’auspicare un ripiegamento su se stessa, questa linea editoriale è una piattaforma utile per far sedimentare il pensiero, tenere traccia del suo andamento e sviluppo nel tempo, nonchè appoggio strategico per aprirsi a confronti esterni.








Prospettive pluriversali e immaginazione indaga quelle pratiche artistiche che consentono di abbracciare nuove prospettive di creazione, individuando nel filone teorico del pensiero ecosofico il suo orizzonte di partenza. Se il Numero 0 ha ipotizzato che è auspicabile riconsiderare la produzione umana verso un modello di creatività non antropocentrica —ovvero basata su un concetto più ecologico dello stare-nel-mondo— il presente numero muove da una domanda semplice e ostinata: se l’arte può essere utile e la cultura un’infrastruttura, quando un’organizzazione che si occupa di progettazione culturale e cultura visiva può essere considerata un’operazione artistica? Non è solo una domanda retorica: è una domanda di postura, di posizionamento, di responsabilità.

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere una corsa alla prestazione e ai progetti con fame “d’impatto”. In questo paesaggio, l’arte rischia due volte: di diventare puro intrattenimento, oppure un servizio travestito da linguaggio critico. [ZSD] avvia così un archivio affettivo, un osservatorio che registra pratiche collettive in cui l’opera è assunta come operazione: progettualità che non promettono soluzioni, ma costruiscono condizioni per attraversare il mondo e trasformarlo. Il percorso, sovrapponendo traiettorie dentro, fuori e in mezzo ai sistemi dell’arte contemporanea, si avvia delineando l’artista–operatore come figura trasversale chiave per la creazione di spazi materiali e immateriali: un’attitudine che rileviamo fiorire anche altrove, con altri nomi e in contesti in cui la cultura è assunta come infrastruttura
Terzi luoghi, pratiche di welfare, ecologie di prossimità e forme di artivismo vivono fuori dalle mappe. Nella terra di mezzo, alcune organizzazioni no profit e agenzie per la trasformazione culturale offrono casi utili per disegnare soglie, criteri ed “equazioni” utili a leggere queste manifestazioni come opere.

Alla fine [ZSD] rilegge se stessa come laboratorio editoriale e architettura condivisa capace di tenere viva l’idea che le operazioni pluriversali —dentro e oltre l’arte— non chiedono il permesso di esistere, ma solo tempo, cura e alleati. 
Un testo, per sollecitare gli animi e il pensiero, che vuole traslare la domanda da Che cos’è?
Che cosa rappresenta?
A Che cosa fa?. E con chi. E a quale costo. E per quanto tempo.










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