CCRU, postmodernismo schizoide
Autore
Saverio Osso
Anno2025
Compare in Prospettive pluriversali e immaginazione n.0. Per una creatività non antropocentricaNote e testi di riferimentohttp://www.ccru.net/index.htm
Cancelli, T., How to Accelerate. Introduzione all’accelerazionismo, Edizioni Tlon, 2019
Land, N., Plant, S., Cyberpositive, 1994, chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://sites.evergreen.edu/politicalshakespeares/wp-content/uploads/sites/226/2015/12/Land-Plant-Cyberpositive.pdf
Avanessan, A., Mackay, R., (a cura di)., #Accelerate: The Accelerationist Reader, Urbanomic, Londra, 2014
Srnicek, N., William, A., Manifesto accelerazionista, Laterza, 2018
Berger, E., Accelerazione. Correnti utopiche da Dada alla CCRU, Nero, Roma, 2021
[Nota editoriale] Questo articolo fa parte di una serie di estratti tratti da Prospettive pluriversali e immaginazione, una ricerca dedicata alle relazioni tra ecologia, produzione culturale e immaginazione politica. Ogni testo è stato rielaborato per la pubblicazione nel Journal di [ZSD]Project e può essere letto in modo autonomo.
Cyberfemminismo e accelerazione
L’altra figura da approfondire a questo punto è Sadie Plant. Come le pratiche del Luther Blissett Project (di cui abbiamo parlato qui), infezioni virali in una fitta rete postcapitalista, anche quelle di Plant si pongono allo stesso modo: passano dalle sperimentazioni filosofiche post-situazioniste alla speculazione sulle alterazioni sociali dovute alla tecnoeconomia cibernetica, nel pieno del suo lancio globale, filtrate attraverso la lente del cyberfemminismo. Plant esplora il ruolo delle donne nella rivoluzione digitale, sottolineando come la tecnologia possa offrire nuove opportunità per sovvertire le tradizionali gerarchie di genere.
In questa cornice di riflessione si accosta ai gruppi post-autonomi alla ricerca di una propria via, prima con il collettivo Switch, fondato durante il periodo di docenza a Birmingham, e poi confluito nella Cybernetic Culture Research Unit (CCRU) dopo il trasferimento a Warwick. Qui il collettivo entra nella sua breve ma intensa fase di massima produttività, annoverando tra le proprie fila figure destinate a diventare protagoniste della teoria critica contemporanea.
Secondo il percorso ricostruito finora, il flusso della storia aveva subìto un cambiamento drastico. Il passato e le sue narrazioni perdevano pregnanza sul presente, il quale schizzava fuori dalla storia in attesa di un futuro impensabile, costellato di innovazioni ipertecnologiche dalle quali sembrava lecito aspettarsi qualsiasi cosa.
La CCRU vive questa complessità crescente sovrapponendo differenti letture e interpretazioni della realtà. Ne emerge un nuovo campo di speculazione:
<<campo di unificazione totale e immersivo dell’esperienza postmoderna, costantemente sospeso tra realtà e virtualità, presente e futuro, verità e simulazione>>.
Aspetto centrale è l’iperstizione, ovvero elementi della cultura che finiscono per rendersi reali; una sorta di scienza sperimentale delle profezie che si autoavverano e che si riverbera nella theory fiction, genere letterario ibrido tipico dell’ambito accelerazionista che combina teoria filosofica e narrativa speculativa, mescolando idee teoriche complesse con elementi di finzione, talvolta deliberatamente estremizzati.
Il parallelismo con Luther Blissett risulta particolarmente interessante se ripreso dalle parole di Gilberto Comi:
<<A distanza di anni (…), mi accorgo che, forse, non è ancora stato rilevato in modo approfondito il continuo sovrapporsi e incrociarsi di piani narrativi, il continuo confondere realtà e fantasia di Luther Blissett, non solo a scopo di denuncia o che altro. (…) Blissett entra ed esce dalla realtà, entra ed esce dalla letteratura e dall’arte, passando indifferentemente dalle pagine della cronaca di un quotidiano a quelle di un romanzo storico>>.
Cyberpositive
I principali riferimenti teorici di Plant e Nick Land, compagno di Plant negli anni accademici e primo leader del collettivo, sono da rintracciarsi nelle elaborazioni di Deleuze e Guattari (deterritorializzazione e riterritorializzazione, produzione desiderante), Lyotard (jouissance), Prigogine (teorie del caos) e Wiener (cibernetica).
Tutto questo, rivisitato alla luce della disillusione caratteristica del decennio, assume aspetti dispotici, demoniaci, al limite del grottesco e totalizzanti: il tecno-ottimismo capitalista verso una tecnologia svincolata da ogni limite diviene il mezzo attraverso cui rivoluzionare la società a velocità crescente. Cambiando i processi del reale e sovrastimolando le connessioni tra gli estremi, la quotidianità precedente appare come un fardello di cui disfarsi, un immenso apparato securitario, dispositivo di controllo finalizzato a proteggere l’essere umano dalla forza del caos.
Nel testo Cyberpositive, i due teorici concepiscono lo Human Security System, dispositivo di controllo biodispotico, come qualcosa da abbattere. È necessario favorire la liberazione dell’umanità da un’eredità ormai troppo umana, che assume i contorni di una prigione.
<<Se il figlio schizoide della modernità è alienato, non è in quanto sopravvissuto di un passato “pastorale”, ma in quanto esploratore di un’imminente postumanità>>.
La necessità di oltrepassare l’umanità si concretizza nella distruzione delle strutture della società proprio attraverso la velocità. Tale prospettiva, elaborazione del concetto cibernetico di feedback positivo, vede nel capitalismo l’unico strumento capace di fornire l’accelerazione necessaria per rompere l’ordine globale e aprire una via di fuga verso il postumano.
<<Il lamento funebre del postmodernismo è frutto ancora una volta di un meccanismo di chiusura verso il futuro, di un’incapacità di relazionarsi con l’enormità dell’Altrove che trascende la visione antropocentrica>>.
L’immaginario cyberpunk, accelerato dai BPM della jungle, ritrae l’essere umano come una semplice fase di un processo macroscopico, nel quale il capitalismo non rappresenta più una scelta cosciente, ma una componente inevitabile della macchina destinata a condurre verso l’accelerazione estrema.
L’eredità della CCRU
Dopo questa prima fase proto-accelerazionista, l’attività della CCRU punta a sviscerare l’alienazione postmoderna sfondando ogni campo umano potenzialmente capace di alterare i meccanismi della sicurezza: esoterismo, arte, musica, cinema, speculazione filosofica, droghe, party. Elementi che spesso convergono in veri e propri bombardamenti schizofrenici.
Il mondo accademico fatica a interiorizzare tale spostamento, tanto che la CCRU abbandona presto le aule di Warwick per seguire un percorso sempre più autonomo e imprevedibile. Gli anni immediatamente successivi vedono la sclerotizzazione dei discorsi elaborati durante la fase istituzionale: l’esperienza della CCRU si disperde rapidamente, mentre alcuni dei suoi protagonisti daranno vita a differenti interpretazioni dell’accelerazionismo.
Gli anni dell’inizio del nuovo millennio sono invece caratterizzati da una fase di stasi, segnata dalla riorganizzazione successiva al grande spavento del Millennium Bug. L’eredità della CCRU torna a circolare nel 2008 grazie a [Mark Fisher], che in Realismo capitalista supera l’impostazione degli anni universitari per proporre una lettura impietosa del sistema culturale contemporaneo.
La sua analisi attraversa musica, tecnologia, welfare e disagio psichico — tema che Fisher conosce profondamente sia come docente sia nella propria esperienza personale.
Guardando agli anni della CCRU, Fisher riconosce come uno dei limiti della lettura condivisa con gli altri membri del collettivo sia stato quello di aver sottovalutato la potenza del processo di riterritorializzazione individuato da Deleuze e Guattari. Il capitalismo crea continuamente nuovi ordini entro cui prosperare temporaneamente: deve garantirsi una faccia umana necessaria al mantenimento del proprio equilibrio interno. Solo attraversandone deliberatamente le contraddizioni diventa possibile immaginare un’alternativa.
La rinnovata fiducia nel marxismo caratterizza una delle tre principali diramazioni nate dalle ceneri della CCRU. Il Left Accelerationism (L/Acc) trova formulazione nei lavori di Fisher, Nick Srnicek e Alex Williams, che esplorano le implicazioni politiche di una sinistra marxista contemporanea, relegata a un ruolo fuori dal tempo che gli autori definiscono folk politics.
L’importanza di questi passaggi è cruciale: rimettono in moto la macchina accelerazionista, che torna ad assemblarsi in gruppi sparsi per il mondo, aprendo nuovi spazi di riflessione confluiti nella seconda ondata xenofemminista, nel Right Accelerationism (R/Acc) e nel Non-aligned Accelerationism (N/Acc).
© [ZSD]Project 2026