Prospettive pluriversali e immaginazione.
Numero 0
Autore
Saverio Osso
Titolo pubblicazionePer una creatività non antropocentrica
Linea editorialeProspettive pluriversali
e immaginazione.
EdizioneNumero 0
Primavera 2025
Pagine145
Editore[ZSD edizioni]
Con il contributo diRiccardo De Amicis,
Lucia Giardino,
La Rivoluzione delle Seppie,
Paola Pietronave,
Gabriele Tosi
Bibliografia essenzialeAcosta, A., Demaria, F., Escobar, E., Kothari, A., Salleh, A. (a cura di), Pluriverso. Dizionario del Post-sviluppo, Orthotes, Napoli, 2021
Borselli, D., Tristi tropi. Sulla possibilità di un’arte pubblica alla fine del mondo, Gli Ori, Pistoia, 2023
Braga, E., Moleculocracy. Ecologie. Conflitti. Turbolenze, Nero, Roma, 2023
Capra, F., Luisi, P. L., Vita e natura. Una visione sistemica., Aboca Edizioni, Arezzo, 2020
Cunliffe, P., Hoare, G., Hochuli, A., La fine della fine della storia. Lo strano ritorno della politica nel XXI secolo, Tlon, Pistoia, 2021
Fisher, M., Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti, Minimum fax, Roma, 2019
Gielen, P., Creativity and other Fundamentalisms, Jap Sam Books, Milano, 2013
Harney, S., Moten, F., Undercommons. Pianificazione fuggitiva e studio nero, Tamu edizioni, Napoli, 2021
Kulesko, C., Ecopessimismo. Sentieri dell’Antropocene futuro, Piano B Edizioni, Prato, 2023
Latour, B., Tracciare la rotta. Come orientarsi in politica, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2018
Spade, D., Mutuo appoggio. Costruire solidarietà mediante questa crisi (e la prossima), Edizioni Malamente, Urbino, 2021
Wenger, E., Comunità di pratica. Apprendimento, significato, identità, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006
NoteIl testo è il numero fondativo di Prospettive pluriversali e immaginazione, linea editoriale che si caratterizza per essere un vero e proprio diario di ricerca.
I diari, ad uscita annuale, hanno lo scopo di tenere traccia del percorso di ricerca condotto dal collettivo aperto [ZSD]–Zona di Scambio Differenziante: un percorso che unisce letture fatte, brani ascoltati, incontri e conoscenze, collaborazioni, studio visit, mostre fatte e viste.
Lungi dall’auspicare un ripiegamento su se stessa, questa linea editoriale è una piattaforma utile per far sedimentare il pensiero, tenere traccia del suo andamento e sviluppo nel tempo, nonchè appoggio strategico per aprirsi a confronti esterni.
La ricerca portata avanti in questi mesi ha avuto un elemento caratteristico: il disordine.
Discostandoci però dalla concezione superficiale del termine, in questo testo intendiamo rivendicare l’importanza delle scoperte casuali all’interno di qualsiasi ricerca. La ricerca si è sviluppata grazie al disordine e alla confusione suscitata dall’ampiezza dei temi, dalla difficoltà di situare tanti discorsi, dal continuo spostamento delle domande. Siamo stati forse risucchiati inconsapevolmente dalle riflessioni pluriversali, ma in un certo senso ci è sembrato di declinare la ricerca in termini post-sviluppisti.
Più che la ricerca di risposte definitive abbiamo cercato di valorizzare la ricerca delle domande corrette, quelle che ci permettono di andare avanti nella crescita, nella discussione, nel ragionamento.
Il processo centrale di tutto il percorso è stato quello di ridefinire ciclicamente le domande da porsi, ammettendo la parzialità dei risultati raggiunti e ricordandoci che le cose hanno infinite sfaccettature, infiniti angoli di approccio, infinite posture.
Questo definisce la ricerca come pluriversale: rifiutare un’indagine unidirezionale in favore di una pluralità di voci, di punti di vista, corretti ognuno a modo suo. [ZSD], in questo diario programmatico, intende recuperare una dimensione temporale – ormai sottratta dalla nostra società – che possa ammettere e permettere la sedimentazione di pensiero, dimostrandosi un luogo magmatico ideale da cui far partire una progettazione reale, utile a testare le riflessioni ed esplorare i compromessi evitando un ripiegamento sulla propria utopia e radicalità.
I contributi presentati in questo primo numero, che si muovono nell’ampio perimetro dell’espressione umana, hanno preso forma lentamente negli ultimi mesi, con il continuo scambio tra autori e redazione; i progetti grafici relativi ad ogni contributo sono da intendere come autonomi, e nascono dalla volontà di restituire le sensazioni percepite durante il processo di elaborazione a contatto diretto con l’ospite.
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