TAI 2024 
En Plain Air



TAI 2024 En Plain Air
Montemaggiore, Calvana, Prato
Ottobre 2024 – Aprile 2025

Un progetto di 
    SC17

    A cura di SC17 e Gabriele Tosi
    Tavoli
    di lavoro
    [ZSD] Ilaria Moscardi, 
    Angelica Mulas, 
    [ZSD] Saverio Osso, 
    Noemi Scaperrotta

    DocumentazioneClaudia Gori, 
    Elena Mannocci, 
    Toast Studio

    ComunicazioneSC17, [ZSD]
    Con il contributo diRegione Toscana, 
    Toscanaincontemporanea2024


    Note SC17 (Studio Corte 17), fondato nel 2005 come studio dell’artista Chiara Bettazzi, si è progressivamente trasformato in un dispositivo curatoriale e progettuale, 
    attivando nel tempo collaborazioni
     con artisti, curatori e ricercatori. 
    Situato all’interno di un’ex corte industriale, lo studio ha contribuito fino al 2019 alla trasformazione del complesso in uno spazio culturale condiviso, oggi noto come Corte di Via Genova.

    All’interno di questo contesto nel 2015 nasce TAI—Tuscan Art Industry, progetto ideato e sviluppato da SC17 come piattaforma di ricerca artistica e territoriale. TAI indaga i paesaggi segnati dall’abbandono e dalla trasformazione, osservandoli come ecosistemi in evoluzione. 
    Nel corso degli anni, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio campo di indagine, spostando l’attenzione dall’archeologia industriale al paesaggio naturale ferito e adottando un approccio sistemico basato su pratiche interdisciplinari, tavoli di confronto e percorsi di esplorazione condivisi con professionisti e realtà locali.

    www.tuscanartindustry.com


    TAI 2024 
    En Plain Air



    TAI 2024 En Plain Air
    Montemaggiore, Calvana, Prato
    Ottobre 2024 – Aprile 2025


    Un progetto di 
      SC17

      A cura di SC17 e Gabriele Tosi
      Tavoli di lavoro[ZSD] Ilaria Moscardi, Angelica Mulas, [ZSD] Saverio Osso, Noemi Scaperrotta
      DocumentazioneClaudia Gori, Elena Mannocci, Toast Studio
      ComunicazioneSC17, [ZSD]
      Con il contributo diRegione Toscana, Toscanaincontemporanea2024

      Note SC17 (Studio Corte 17), fondato nel 2005 come studio dell’artista Chiara Bettazzi, si è progressivamente trasformato in un dispositivo curatoriale e progettuale, 
      attivando nel tempo collaborazioni
       con artisti, curatori e ricercatori. 
      Situato all’interno di un’ex corte industriale, lo studio ha contribuito fino al 2019 alla trasformazione del complesso in uno spazio culturale condiviso, oggi noto come 
      Corte di Via Genova.

      All’interno di questo contesto nel 2015 nasce TAI—Tuscan Art Industry, progetto ideato e sviluppato da SC17 come piattaforma di ricerca artistica e territoriale. TAI indaga i paesaggi segnati dall’abbandono e dalla trasformazione, osservandoli come ecosistemi in evoluzione. 
      Nel corso degli anni, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio campo di indagine, spostando l’attenzione dall’archeologia industriale al paesaggio naturale ferito e adottando un approccio sistemico basato su pratiche interdisciplinari, tavoli di confronto e percorsi di esplorazione condivisi con professionisti e realtà locali.

      www.tuscanartindustry.com





      TAI – Tuscan Art Industry è un progetto di relazione tra arte contemporanea e archeologia industriale che accoglie le sensibilità di discipline quali biologia, architettura, scienze ambientali e storia della città. 

      TAI 2024 En Plein Air ha osservato le forme di vita e d’espressione che emergono in spazi dove la presenza umana è limitata, diminuita o scomparsa nel tempo. Ripercorrendo itinerari già battuti e aprendone di nuovi, la decima edizione di TAI ha attraversato il territorio in altezza e costruito un’inedita connessione tra rovina industriale e riserva naturale come un’area in cui allontanarsi dall’idea di vuoto e focalizzarsi sugli episodi del paesaggio come elementi di vita, 
      di rifugio e di testimonianza.

      L’edizione del 2024 si è interrogata su quali forme di vita e d’espressione crescono e nascono 
      in luoghi dove la presenza dell’uomo è rara, passata o assente. Ispirato ai libri di vetta, i quali conservano i messaggi di chi raggiunge le cime, il diario raccoglie riflessioni che mettono in connessione i concetti di rovina industriale e riserva naturale e intende aprire un dialogo remoto coi futuri visitatori della Calvana.

      Il progetto grafico disegna un’area che unisce elementi di paesaggio, archeologia industriale e vuoto contemplativo. All’interno di questa mappa ibrida la parola agisce come luogo e possibile punto di riferimento.

      Il diario è restato in vetta fino all’edizione del 2025.








      © [ZSD]Project 2026
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