TAI 2025 
Habitat



TAI 2025 Habitat
Cavagliano, Calvana, Prato
Aprile 2025 – Aprile 2026


Un progetto di SC17
Tavoli
di lavoro
Alice Bini, 
Arianna Lucherelli, 
Noemi Scaperrotta, 
[ZSD] Ilaria Moscardi, 
[ZSD] Saverio Osso

DocumentazioneClaudia Gori,
Elena Mannocci,
Toast Studio

Comunicazione
SC17, 
[ZSD]

Con il contributo diRegione Toscana, 
Toscanaincontemporanea2025


Note SC17 (Studio Corte 17), fondato nel 2005 come studio dell’artista Chiara Bettazzi, si è progressivamente trasformato in un dispositivo curatoriale e progettuale, 
attivando nel tempo collaborazioni
 con artisti, curatori e ricercatori. 
Situato all’interno di un’ex corte industriale, lo studio ha contribuito fino al 2019 alla trasformazione del complesso in uno spazio culturale condiviso, oggi noto come Corte di Via Genova.

All’interno di questo contesto nel 2015 nasce TAI—Tuscan Art Industry, progetto ideato e sviluppato da SC17 come piattaforma di ricerca artistica e territoriale. TAI indaga i paesaggi segnati dall’abbandono e dalla trasformazione, osservandoli come ecosistemi in evoluzione. 
Nel corso degli anni, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio campo di indagine, spostando l’attenzione dall’archeologia industriale al paesaggio naturale ferito e adottando un approccio sistemico basato su pratiche interdisciplinari, tavoli di confronto e percorsi di esplorazione condivisi con professionisti e realtà locali.

www.tuscanartindustry.com





Nel 2025 [ZSD] prende parte a TAI Habitat, undicesima edizione di TAI–Tuscan Art Industry dedicata alla Calvana e al borgo disabitato di Cavagliano. Il progetto prosegue una ricerca pluriennale sui luoghi dell’industria e sulle forme di vita che li attraversano, spostando progressivamente lo sguardo dalla rovina come spazio da riqualificare alla rovina come habitat, ecosistema complesso e territorio da ascoltare.

Il contributo di [ZSD] si articola su due livelli. Da un lato, accompagna il progetto in uno spostamento concettuale e curatoriale, contribuendo all’aggiornamento del vocabolario di TAI: da riappropriazione, rigenerazione e riattivazione verso il concetto di riconnessione. Dall’altro, lavora alla definizione dell’identità visiva dell’edizione, traducendo la ricerca in strumenti narrativi capaci di restituire il carattere transdisciplinare, territoriale e partecipativo del progetto.

Tra tavoli di lavoro, sopralluoghi, call for creatives e restituzioni pubbliche, TAI Habitat si configura come un dispositivo di mediazione: un processo in cui archivio, cultura visiva, pratiche artistiche e ascolto del territorio concorrono alla costruzione di un racconto corale. 
Per [ZSD], partecipare a questa edizione significa abitare una zona di confine tra progettazione culturale e operazione artistica, assumendo la comunicazione non come semplice apparato grafico, ma come parte attiva della ricerca.



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