Vibrazioni Calvana


TAI 2025 Habitat
Corte di Via Genova, Prato
11.04 – 12.04.2026


Un progetto di SC17
A cura diSC17, Lorenzo Vacirca, [ZSD]

Tavoli
di lavoro
Alice Bini
Arianna Lucherelli
Ilaria Moscardi
Saverio Osso
Noemi Scaperrotta

ConLorenzo Banci
Emanuele Becheri
Claudia Gori
Andrea Vannini

In collaborazione conAllievi Prof. Nannicini
Associazione Acquerino Cantagallo
ASSC—Associazione Salvaguardia 
e Sviluppo Calvana
Archivio Lanfredini-Tassi 
Archivio Silvestro Bardazzi
CAI—Club Alpino Italiano Prato |Sezione Emilio Bertini
Centro Ricerche Prato
Collezione Giuseppe Centauro
GAO—Gruppo Archeologico l’Offerente Prato
T.A.M.—Tutela Ambiente Montano
Unione Speleologica pratese

DocumentazioneClaudia Gori
Elena Mannocci
Toast Studio

Con il contributo diRegione Toscana
Toscanaincontemporanea2025



Note SC17 (Studio Corte 17), fondato nel 2005 come studio dell’artista Chiara Bettazzi, si è progressivamente trasformato in un dispositivo curatoriale e progettuale, 
attivando nel tempo collaborazioni
 con artisti, curatori e ricercatori. 
Situato all’interno di un’ex corte industriale, lo studio ha contribuito fino al 2019 alla trasformazione del complesso in uno spazio culturale condiviso, oggi noto come 
Corte di Via Genova.


All’interno di questo contesto nel 2015nasce TAI—Tuscan Art Industry, progetto ideato e sviluppato da SC17 come piattaforma di ricerca artistica e territoriale. TAI indaga i paesaggi segnati dall’abbandono e dalla trasformazione, osservandoli come ecosistemi in evoluzione. 
Nel corso degli anni, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio campo di indagine, spostando l’attenzione dall’archeologia industriale al paesaggio naturale ferito e adottando un approccio sistemico basato su pratiche interdisciplinari, tavoli di confronto e percorsi di esplorazione condivisi con professionisti e realtà locali.

www.tuscanartindustry.com











L’edizione 2025 TAI Habitat si concentra sul borgo di Cavagliano, sulle pendici della Calvana, articolando il progetto tra ricerca, rielaborazione artistica e costruzione di un archivio collettivo del territorio. La fase iniziale ha attivato un confronto multidisciplinare che ha raccolto contributi e materiali confluiti nella successiva rielaborazione poetico-visiva, sviluppata insieme agli artisti e artiste selezionate tramite open call: Enrico Budri, Rebecca Ceccatelli, Caterina Piccini, Francesca Zanardi, Tina Squillace.

L’ascolto del territorio si è manifestato tramite la ricerca di esperienze eterogenee legate agli ambienti della Calvana condotte dagli anni ‘70 ad oggi: gli itinerari di esplorazione sono stati associati a momenti di confronto con realtà e associazioni attive a Cavagliano e non solo, arricchendo l’immaginario visivo dell’edizione con reperti d’archivio, testimonianze dirette e scambio di informazioni.

Un primo momento pubblico, guidato da Francesca Zanardi e Tina Squillace, ha coinvolto 24 partecipanti in una sessione di ascolto collettivo nei pressi della Chiesa di San Biagio, con la partecipazione di Dada Tiirthadevananda, monaco di Ananda Marga, che ha condotto una pratica di riconnessione all’ecosistema della Calvana.

Vibrazioni Calvana si propone come momento di confronto e rilettura attorno alla Calvana e Cavagliano, accogliendo, in un display organico, non solo lavori degli artisti realizzati negli ultimi mesi, ma anche i contributi forniti delle associazioni attive sul territorio e dagli archivi privati integrati alla ricerca. In questo senso, il progetto espositivo accosta i lavori degli artisti e artiste con alcune realtà e vicende significative legate alla Calvana rintracciate negli ultimi cinquant’anni: il progetto mira a suggerire ed esaltare convergenze e similitudini tra diverse realtà distanti nel tempo e nelle intenzioni ma vicine in quanto a sensibilità e sviluppo formale che sottolineano il forte legame della città di Prato con l’Area Protetta della Calvana, tuttora luogo di forte interesse e fascino.

Il progetto allestitivo esteso su due sedi della Corte di Via Genova realizzato con strutture dal dispendio minimo di materiale, ambisce a diluire i confini tra elementi eterogenei afferenti ad ambiti diversi, traducendo l’intenzione curatoriale di valorizzare confluenze di energie e vibrazioni sparse nel corso del tempo.

L’identità visiva dell’edizione 2025 espande l’immaginario delle vibrazioni concentriche percepite nel tempo attorno a Cavagliano: il rilievo topografico della zona diventa un codice da estendere e deformare, assumendo forme e geografie capaci di restituire la varietà di interpretazioni e momenti vissuti nell’ultimo anno.




© [ZSD]Project 2026
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